“La tutela dei lavoratori e la lotta contro ogni forma di sfruttamento restano un’urgente necessità”. Sono le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 69esimo anniversario della tragedia di Marcinelle in Belgio, che costo la vita a 262 minatori di dodici diverse nazionalità: 136 gli italiani, tra i quali 7 friulani.
Questa mattina si è svolta la tradizionale cerimonia commemorativa, con la deposizione delle corone di fiori ai piedi della stele di Marcinelle, presenti con la tuta da lavoro blu e l’elmetto gli ultimi testimoni di quel giorno.
Erano le 8.10 di mattina dell’8 agosto 1956 quando un incendio si propagò a 1700 metri di profondità. Il fumo si propagò nei sotterranei e non lasciò scampo a 262 minatori dei 275 presenti. I più erano emigrati in Belgio per cercare lavoro.
“Dal 2001 la data dell’8 agosto è riconosciuta come la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” ha ricordato Mattarella.
L’Italia – ha aggiunto la premier Giorgia Meloni – ha pagato il prezzo più alto di questa tragedia europea e noi oggi rendiamo omaggio ai nostri 136 connazionali che – come tanti altri – sono stati costretti ad abbandonare la terra dove erano nati e cresciuti per trovare altrove maggiori opportunità di lavoro».
Per altro è al vaglio la proposta che vuole fare dell’8 agosto la ‘Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori’.
Alla cerimonia di Marcinelle, su invito di Eraple, l’ente regionale Acli del Friuli Venezia Giulia per i problemi dei lavoratori emigrati, è intervenuto anche il coro polifonico Sant’Antonio Abate di Cordenons, che si è esibito durante la commemorazione.