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Marcinelle, 63 anni dopo: il ricordo dei 262 minatori morti, tra cui 7 friulani e 5 veneti

Sono trascorsi 63 anni da quel tragico 8 agosto 1956, quando nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, un incendio devastante causò la morte di 262 minatori. Tra loro 136 italiani, tra cui sette friulani e cinque veneti, emigrati all’estero in cerca di lavoro e di un futuro migliore.

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Una tragedia che resta una ferita aperta nella memoria collettiva del Paese e simbolo delle difficili condizioni vissute da migliaia di lavoratori italiani emigrati nel dopoguerra.

«Marcinelle è parte della nostra storia nazionale», ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando come la tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori rappresenti un principio fondamentale e irrinunciabile. Dello stesso tenore le parole del Presidente del Senato Elisabetta Casellati, che ha definito il disastro «una delle più gravi sciagure sul lavoro», un dramma che l’Italia non può dimenticare.

Il ricordo è stato condiviso anche da numerosi esponenti istituzionali. Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha voluto rendere omaggio ai corregionali che persero la vita, sottolineando come l’anniversario debba essere anche un monito a rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Analogo richiamo alla memoria e alla responsabilità è arrivato dal presidente del Veneto Luca Zaia, che ha ricordato come molti italiani furono inviati nelle miniere belghe in cambio di carbone, pagando spesso con la vita quel duro scambio. I minatori, ha evidenziato, rappresentano il simbolo di un’Italia fatta di sacrificio, lavoro e dignità.

La miniera di Marcinelle, oggi riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è diventata un luogo simbolo della memoria. Solo dieci minatori riuscirono a sopravvivere all’incendio.

Come ogni anno, anche nel 2019 la tragedia è stata commemorata con iniziative e cerimonie, tra cui quella promossa dall’Eraple, l’ente delle Acli che si occupa dei lavoratori emigrati. Presenti anche rappresentanti del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che hanno voluto testimoniare la vicinanza della Regione ai familiari delle vittime.

«Ricordare Marcinelle significa non dimenticare il sacrificio di intere generazioni di emigranti», è stato ribadito durante la commemorazione. Dal 2001, infatti, l’8 agosto è stato istituito come Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

Un anniversario che non è solo memoria, ma anche responsabilità: quella di garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose, affinché tragedie come quella di Marcinelle non si ripetano mai più.