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Triestini a Londra: dal bancario all’architetto, una comunità che cresce oltremanica

Volti nuovi e storie diverse si incontrano, tra strette di mano e abbracci, in una Londra che continua ad attrarre sempre più triestini. C’è chi è arrivato da pochi mesi, curioso di conoscere altri concittadini nella City, e chi invece vive nel Regno Unito da anni senza mai perdere il legame con la propria terra.

Foto di gruppo per i partecipanti al raduno dei triestini in terra inglese

Nei giorni scorsi la capitale britannica ha ospitato un partecipato incontro dei triestini residenti nel Regno Unito, aperto anche ai corregionali del Friuli Venezia Giulia. L’evento si è svolto presso la Casa italiana San Vincenzo Pallotti ed è stato organizzato dall’associazione Giuliani nel mondo, insieme al Fogolar di Londra, Efasce Londra ed Eraple/Acli UK.

«È un’occasione per condividere esperienze e percorsi di vita – ha spiegato il presidente Dario Locchi – in una città che negli ultimi anni ha accolto molti corregionali. Momenti come questo aiutano a creare relazioni, a sostenersi a vicenda e a mantenere vive le proprie radici».

Tra i partecipanti, Monica Bernich, a Londra da appena sei mesi, oggi assistente manager presso l’Agenzia Europea per i medicinali: «Sentivo il bisogno di cambiare. Ho inviato il curriculum dall’Italia e sono stata contattata quando ero ancora a Trieste. È presto per fare un bilancio, ma qui le opportunità di lavoro non mancano».

Da tre anni nella metropoli vive anche Andrea Cosani, oggi impiegato nel settore informatico di una banca nella City: «Ho iniziato in una startup finanziaria nell’amministrazione, poi sono passato al settore IT in una banca».

Più lunga è l’esperienza di Federica Merlak, che da circa dieci anni lavora nel catering: «Londra non è una città semplice, è veloce, impegnativa. Ma serate come questa fanno sentire di nuovo a casa, tra amici e con un po’ di Trieste».

Non mancano esempi di eccellenza, come Marco Guarnieri, premiato nel 2012 con gli Emirates Glass Leaf Awards come miglior giovane architetto internazionale nel Regno Unito.

Alla comunità triestina si affianca anche quella friulana. Tra i presenti Stefania Grosso e Stefania Deponte, fondatrici di un progetto culturale e del portale theitalianzone.com, nato per raccontare eventi e iniziative della comunità italiana locale. Vive invece a Londra da dodici anni Veruska Colombaro, insegnante di Scienze dell’alimentazione.

Durante la serata spazio anche alla cultura, con la mostra fotografica “Il fogolar: un sentiment di famee!” dedicata a Pier Paolo Pasolini, la presentazione del libro “P.R. I Love You” di Eugenio Ambrosi e alcune opere del collettivo londinese “The Watcher”.

Il tutto accompagnato da un rinfresco a base di prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia e vini provenienti dalle cantine di Oslavia.

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti delle associazioni promotrici, tra cui Bruno Cernecca, presidente dei Giuliani in UK, Fabio Ziberna, Michele Bernardon e Cesare Costantini.

Una serata che ha confermato quanto, anche lontano da casa, il senso di appartenenza resti forte e capace di unire generazioni e percorsi diversi.