Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia celebra la II Giornata dei corregionali all’estero

Giornata dei corregionali all'estero
II Giornata dei corregionali all’estero FVG. Gli emigrati premiati nell’aula del consiglio regionale.

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha ospitato la II Giornata dei Corregionali all’estero. L’evento ha visto la testimonianza in Aula dei corregionali e dei rappresentanti delle diverse associazioni degli emigranti.

«I nostri emigranti, nei Paesi che li hanno ospitati, rappresentano per questa regione una grande reputazione, che fa sì il Friuli Venezia Giulia sia visto come una terra laboriosa, ricca di valori e di forte identità, una comunità con un alto senso civico – ha detto il presidente del Consiglio regionalePiero Mauro Zanin, aprendo la II Giornata dei corregionali all’estero, celebrata solennemente nell’Aula consiliare -. Ciò è anche merito del vostro lavoro, dedizione, impegno, ingegno e della serietà con la quale vi siete rapportati con i Paesi e le comunità che vi hanno ospitato; merito della vostra capacità di diventare, da emigranti, cittadini integrati nelle rispettive comunità di accoglienza. Le vostre doti sono le stesse che hanno aiutato i giuliani a superare le tragiche vicende che hanno interessato Trieste e l’Istria nel dopoguerra e i friulani a trasformare la catastrofe del terremoto del 1976 in una occasione di rinascita».

Zanin, alla presenza del presidente della Giunta Massimiliano Fedriga, ha sottolineato l’impegno che la Regione si è assunta istituendo questo appuntamento per ricordare l’emigrazione friulana giuliano-dalmata e slovena ed ha portato il saluto dell’Assemblea regionale «ai rappresentanti di quegli emigrati friulani e giuliani che hanno saputo conseguire con impegno e volontà la crescita economica e sociale dei Paesi ove risiedono, mantenendo forte il legame con le radici, l’identità, la cultura e la lingua delle comunità di origine».

«Con questa iniziativa, formale, solenne, ma anche pervasa da un sentimento di passione, di vicinanza e familiarità – ha detto Zanin – abbiamo voluto riconoscere il contributo di operosità, intelligenza, sacrificio di molti emigranti che hanno reso illustre la Patria; attraverso voi oggi vogliamo premiare tutti i nostri emigranti che hanno lasciato le loro famiglie e comunità natie per cercare fortuna altrove».

Zanin ha poi espresso la gratitudine della comunità regionale per il lavoro delle sei associazioni di settore (Ente Friuli nel MondoAssociazione Giuliani nel MondoEfasceErapleAlefClape FurlaneUnione Emigranti Sloveni) e dei loro presidenti «per essere formidabile anello di collegamento tra la Regione e i corregionali, per l’impegno a tener saldi i legami e viva l’identità d’origine rispettosa delle altre, ed anche per l’attività che svolgono nell’organizzare soggiorni di studio dei giovani nelle terre dei padri e dei nonni, nel mettere a punto programmi di rimpatrio, nell’esportare le abilità della nostra Regione nei Paesi in cui i nostri corregionali sono inseriti».

Il presidente del Consiglio regionale ha concluso affermando come «i nostri emigrati rappresentano una ricchezza da valorizzare come fonte di integrazione culturale e salvaguardia della dignità umana, e sono un patrimonio di eccellenze; è importante che fra i protagonisti di questa giornata ci siano anche esponenti della nuova generazione perché si sta aprendo una sfida nuova per noi e per le associazioni, quella di supportare e affiancare tante giovani menti e professionalità che lasciano questa terra per fare ricerca o per cercare altrove le soddisfazioni che il Paese non è in grado di offrire. Loro sono la nuova emigrazione, che può anche essere ancora grande ambasciatrice».

A nome dell’Associazione Giuliani nel Mondo, il presidente Dario Locchi ha ricordato la seduta straordinaria del Consiglio regionale voluta dall’allora presidente Franco Iacop in cui si celebrarono per la prima volta gli emigrati della Regione . Poi ci furono gli “Stati generali dei corregionali all’estero” nel 2015, con l’istituzione della “Giornata dei corregionali all’estero”, che in seguito è stata inserita in una norma specifica e nel 2017 si è svolta la prima “Giornata” in una affollatissima Villa Manin di Passariano. Infine, Locchi ha detto grazie all’amministrazione regionale per il sostegno alle associazioni dei corregionali e aver rimpinguato il Fondo ad esse destinato. «Ricordiamoci che c’è sempre una Regione fuori la Regione», ha chiosato Locchi.

Per l’Ente Friuli nel Mondo, il presidente Adriano Luci ha evidenziato come si mettano sul piedistallo persone eccezionali, che hanno sofferto e lavorato lontano dal Friuli Venezia Giulia, anche in situazioni di grande disagio ma sempre con umiltà. Il suo grazie è andato «a chi ha voluto tener duro mantenendo alta la bandiera della Regione. Una particolare missione dell’associazione è aiutare i corregionali che vivono in Venezuela, un aiuto che non arriva sempre totalmente a causa delle enormi difficoltà che si incontrano nel Pese. Inoltre, altro obiettivo è cercare di capire la nuova migrazione attraverso progetti che abbiano un senso, che ricordino ciò che è stato ma che puntino alle future generazioni».

Per l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti (Efasce), il presidente don Aniceto Cesarin ha detto dell’entusiasmo dei giovani di oggi, di cui c’è molto bisogno. E del fatto che «i nostri migranti sono persone che a un certo punto hanno dato, e con sacrificio». Inoltre sono persone impegnate molto anche con il volontariato, nelle parrocchie e nelle comunità. «E questo – ha evidenziato don Cesarin – significa voler bene. Oggi facciamo tanta fatica a incontrarci, parlarci, aiutarci e a volte perdonarci, e essere vicini a quelle persone che hanno bisogno di noi. La testimonianza che ci danno i nostri corregionali ci deve essere di aiuto per fare altrettanto».

Parlando per l’Ente regionale Acli per i problemi dei lavoratori emigrati (Eraple), Bruna Zuccolin ha ringraziato la Regione perché «se esiste questa Giornata vuol dire che ciò che le associazioni fanno è un operato importante. Sono persone che portano avanti il sentimento di italianità in modo molto forte, e così le doti che distinguono gli italiani e in particolare la terra di origine, e lo fanno spesso in modo più forte di noi che siamo rimasti qui». Oggi si premiano alcuni di questi corregionali, ma il premio in realtà va a tutti, anche agli assenti. E molto importante è il passaggio generazionale, per una continuità che non è facile da mantenere ma va perseguita.

Il presidente dell’Associazione lavoratori emigrati del Friuli Venezia GiuliaGiuseppe Petrei, ha ricordato che l’Alef vanta 50 anni di attività, «anni durante i quali il mondo è cambiato molto e le associazioni devono capire quali sono le nuove esigenze di chi emigra all’estero». Il suo grazie personale, ma anche di tutti gli associati nel mondo, è poi andato alla Regione per l’aiuto che ricevono.

Per Clape Friûl dal MontClape Friuli dal Mondo ha parlato il vicepresidente Paolo Paulin, da cui si è appreso come l’associazione sia nata da poco, ma sia molto attiva per sviluppare e mantenere vivo un rapporto di promozione sociale ed economica e di amicizia con gli emigranti, non da ultimo sostenendo il loro rimpatrio e reinserimento, anche lavorativo.

Un plauso alla Regione e a tutti coloro che sostengono gli immigrati all’estero è infine stato espresso anche da Fabio Ferroli per l’Unione emigranti sloveni, che è arrivata a 51 anni di attività a testimonianza della validità del suo operato. Da parte di Ferroli «un grazie per l’interesse e l’operato dimostrato per mantenere questo cordone ombelicale con tutti i corregionali sparsi nel mondo». Sono uomini e donne che hanno dovuto lasciare con sacrificio la terra natia. Un tempo partivano con la valigia di cartone, oggi è un trolley, ma resta vivo il desiderio di restare in contatto con la regione, un sentimento da trasmettere alle generazioni fatto di folclore, cultura e lingua.

Della nuova immigrazione, quella che caratterizza oggi l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e che coinvolge ricercatori, manager, professionisti e lavoratori qualificati, ha parlato nel suo intervento in Aula, Tommaso Pifferricercatore di storia contemporanea all’Università di Udine. Negli ultimi 5 anni – ha detto Piffer nella relazione dedicata al tema “La mobilità del capitale umano: rischi ed opportunità di un fenomeno globale” – hanno lasciato l’Italia per andare a lavorare all’estero 156.000 tra laureati e diplomati e il  18,8% di chi ha conseguito un dottorato di ricerca nel 2014 è andato all’estero.

«La mobilità internazionale del capitale umano – ha proseguito Piffer – non deve essere necessariamente letto come fenomeno negativo, ma piuttosto come il risultato di un’internazionalizzazione della ricerca che ha aspetti e ricadute positive: il fatto che la ricerca si muova su un orizzonte globale è segno e sintomo di un mercato dinamico. Ciò che è profondamente negativo, quando si analizza il fenomeno della migrazione qualificata in Italia, è il saldo tra chi parte e chi arriva: il nostro Paese non attrae ricercatori dall’estero e solo il 3% dei docenti che lavorano nelle nostre istituzioni accademiche è straniero. Ciò accade per una serie di ragioni, tra le quali l’assenza di investimenti attrattivi nella ricerca e un contesto universitario spesso percepito come ostile al merito».

L’auspicio di Piffer è invertire questa tendenza con investimenti, riforme strutturali e interventi attuabili anche a livello regionale, come ad esempio la semplificazione delle procedure di migrazione per i ricercatori in arrivo. Contestualmente sarebbe opportuno lavorare alla creazione di una rete di relazioni stabili tra ricercatori all’estero e istituzioni italiane, poiché i laureati e i diplomati costituiscono un vero e proprio capitale di conoscenza e competenze a servizio del Paese.

Alla relazione di Tommaso Piffer è seguita la cerimonia di consegna dei riconoscimenti a dodici corregionali che risiedono all’estero e che si sono distinti per le loro attività, per l’impegno nel campo del sociale e dell’associazionismo e anche per i successi imprenditoriali, che hanno tenuto alto il nome del Friuli Venezia Giulia nel mondo.

I premiati sono: Gilson Puntel (Brasile), Maria Salvador Ava (Venezuela) e mons. Claudio Snidero (Argentina), per l’Ente Friuli nel Mondo; Gianfranco Tuzzi (Argentina), Romeo Veragnolo (Australia) ed Eligio Clapcich (USA), dell’Associazione Giuliani nel Mondo; per l’Efasce, Giulio Armanaschi (Romania) e Davide Anzolin (Regno Unito); per l’Eraple, Lucio Masutti dalla Slovacchia; per l’Alef, Marcos Federico di Salvo dall’Argentina; per la Clape Furlane, Luisa Neri dalla Svizzera; per l’Unione emigranti sloveni, Gabriele Coren dagli Stati Uniti.

Giornata dei corregionali all'estero
Fedriga e Zanin premiano Gabriele Coren.
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Fedriga e Zanin premiano Eligio Clapcich.
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Riconoscimento anche per David Anzolin.
Giornata dei corregionali all'estero
Riconoscimento per Mons. Claudio Snidero.
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Mosaico anche per Gianfranco Truzzi.
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Premio anche per Maria Salvador Ava.

Le conclusioni della cerimonia sono state del governatore regionaleMassimiliano Fedriga: «la vostra missione non è solo quella di mantenere vivi il ricordo e i legami, voi siete i primi ambasciatori del nostro territorio a livello internazionale e grazie alla vostra esperienza e al vostro esempio rappresentate una importante opportunità».

Fedriga, chiudendo gli interventi con un ringraziamento a tutti i protagonisti della Giornata per le testimonianze offerte e sottolineando la volontà dell’amministrazione regionale di poter essere sempre al fianco delle comunità all’estero e delle associazioni, ha ribadito l’impegno anche diretto a implementare il lavoro che fanno per creare l’humus favorevole ad accogliere dalla Regione professionalità ed esperienze, di grande importanza per le generazioni future.